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Margherita Tizzi, giornalista de Il Giornale e del suo mensile Style racconta nel suo fashion blog Moda a Colazione, l'evoluzione di Alfredo Pria 1824 da marchio industriale tessile a produttore di sciarpe, stole, scialli e cappelli per donna e uomo.

“L’abbigliamento è al tempo stesso una scienza, un’arte, un’abitudine, un sentimento” sostiene Honoré de Balzac nel Trattato della vita elegante (1830). Non è solo figuratività ma curiosità, studio, conoscenza, disciplina; è il riconoscere (una persona, un’epoca) e il farsi riconoscere. Questa è l’anima del vero made in Italy, di quella moda bella e ben fatta, dell’eccellenza manifatturiera e stilistica. Quella moda che, con il turismo, potrebbe salvare l’Italia se solo lo volessimo. Oggi parliamo di Alfredo Pria 1824, tra le poche “botteghe” che ancora si dedicano alla ricerca appassionata della bellezza

Nel 1820 Louis Boussu, imprenditore francese proveniente da Viennes (distretto tessile di Lione), fece un’ispezione nel biellese, al termine del tratto montano del fiume Cervo, zona nota fin dal 1150 come Ponte della Maddalena (collegava Biella con la pianura del levante). Boussu decise di costruirvi una fabbrica perché riteneva che in quel tratto del Cervo la forza dell’acqua fosse ideale per essere trasformata in energia idrodinamica per i primi telai meccanizzati. Alla fine dell’800 Alfredo Pria entrò in società con il figlio di Louis, Federico, poi rilevò l’azienda tessile verticalizzando l’intera produzione. Il Lanificio Pria, con oltre mille operai, diventò presto un nome di riferimento per la produzione di tessuti di laneria lavorando per i più prestigiosi stilisti.

Da circa 15 anni guida la nuova vita della “bottega” artigianale Marco Della Croce che ha mantenuto il modus operandi di Alfredo. L’impreditore si è specializzato nella produzioni di sciarpe, stole, scialli e berretti per uomo e donna in lana e cashmere per l’inverno, in seta e lino per l’estate. I tessuti di lana e cashmere più pregiati vengono lavorati a Biella, dove la “dolce” acqua è particolarmente adatta alle esigenze del finissaggio tessile. A Como invece Della Croce si rivolge per acquistare altri filati d’eccellenza poi tessuti a Veniano (seta, cotone, lino, modal). Solo in queste realtà si può ancora osservare il rapporto 1:1 artigiano-macchina se si vuole ottenere un prodotto particolare e disegni complessi. E solo in queste realtà il controllo qualità viene fatto almeno quattro volte: prima e dopo il finissaggio, prima del confezionamento e in magazzino prima che il prodotto venga venduto.

Per ottenere un prodotto di qualità e che duri nel tempo occorre quindi un lavoro maniacale, dalla scelta delle materie prime fino alla spedizione. Così Pria sta conquistando i mercati esteri e di recente ha inaugurato il primo monomarca in Via Ponte Vetero 22 (zona Brera) a Milano, una “scatola in legno da cantiere” costruita con tecniche e dettagli che si addicono a una moderna boiseire pensata da Galleria Nicola Quadri. Esposte in questi giorni collezioni natalizie e bellissime proposte per vivere al meglio la montagna.

 

Alfredo Pria 1824: quelle sciarpe che sostengono il made in Italy

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